UFO, Spazio e vita, W56, Ummiti, la vita nello spazio c'é e loro sono tra noi da sempre.

W56-Akrij

L’Ipotesi Arianda 

di

(Fabio Siciliano)

In base ad essa, noi Europei saremmo i discendenti di antichi colonizzatori alieni, o meglio, ariani, che a loro volta sarebbero giunti da un lontano pianeta che ormai potrebbe anche non esistere più da lunghissimo tempo: convenzionalmente lo battezzai col nome di Arianda (derivato dai termini anglosassoni “Aryan” e “Land”, dunque “Terra degli Ariani”).

Anche Arianda era popolata da razze diverse: si trattava dei Rossi, dei Biondi e dei Bruni; questi corrispondevano esattamente alla variabilità somatica propria degli Europei antichi e moderni, una variabilità che non si ritrova in nessun’altra razza umana del nostro attuale Pianeta e che é tipica degli Ariani; in una qualsiasi famiglia tipicamente europea é infatti facilissimo trovare individui con capelli rossi, biondi o bruni, occhi azzurri, verdi, grigi o castani e carnagione con un colorito parimenti variabile dal bianco al roseo più o meno chiari, il tutto con un’infinità di sfumature fra le più diverse e comunque visibilmente differenti da quanto riscontrabile nelle altre razze umane sulla Terra, che al loro interno si presentano praticamente sempre ben definite dal punto di vista somatico e, direi, cromatico.

Tutto questo mi suggerì sostanzialmente due cose: in primo luogo che, data comunque la ridotta pigmentazione della nostra razza rispetto a tutti gli altri terrestri e quindi la nostra maggiore sensibilità, anche con gravi conseguenze, alle scottature solari, i nostri antenati dovevano essersi sviluppati in un pianeta dotato di un’atmosfera con uno strato di ozono molto più efficace di quello della Terra nel bloccare i raggi ultravioletti, o che per lo meno quei raggi dovessero essere emessi dalla stella di quel pianeta in modo assai più blando rispetto a quanto avviene per il Sole; in secondo luogo, che la forte variabilità somatica presente fra noi Europei fosse un sintomo evidente dell’incrocio di razze originariamente distinte.

Perciò immaginai che gli Ariani fossero in realtà una razza mista e quindi il risultato della fusione di almeno tre razze affini ma comunque diverse, per l’appunto i Rossi, i Biondi e i Bruni, fusione che sarebbe avvenuta su Arianda prima che l’avvento dell'era spaziale li portasse a diffondersi nella Via Lattea.

Nel capitolo “I Nostri Amici”, Bruno dice praticamente le stesse cose e devo ammettere che questa scoperta mi lascio letteralmente di sasso: “Sembra che nei tempi lontani ci fossero tre differenti razze: quelli dai capelli rossi, quelli dai capelli neri (simili agli indiani odierni); la terza razza aveva capelli bianco-verdastri. La loro cute era colorata come i loro capelli. All’inizio queste razze ebbero un’evoluzione comune, poi, poco a poco, si mescolarono insieme.

Gli Ariani, termine che deriva dal Sanscrito e che sostanzialmente significa “di nobile stirpe”, gradualmente si diffusero nella Galassia e fondarono cosi una vasta comunità di colonie che probabilmente assunse proprio il nome di Svastica, parola che da una parte richiama il concetto di una vera e propria “comunita politica” e che, dall’altra, e rappresentato da una forma stilizzata che non a caso riporta alla mente, attraverso l’antico simbolo della croce uncinata, in seguito usurpata da Hitler per i suoi scopi criminali, la tipica struttura a spirale della nostra e di molte altre galassie; sempre in Sanscrito, infatti, il termine “svastika” deriva dalla parola “svasti”, che a sua volta significa “benessere”, il che ricorda in un modo incredibilmente accurato il concetto ed il significato di “benessere comune” proprio del termine britannico “Commonwealth”, un classico esempio terrestre di comunità politica che riunisce una madre patria e le sue ex-colonie.

Tutto questo accadeva decine o centinaia di migliaia di anni fa, o forse, addirittura, perfino svariati milioni di anni fa: il tempo non ha molta importanza.

La loro espansione nel Cosmo fu certamente un’epoca di gloria, ma dense nubi di tempesta si profilavano all'orizzonte. La Scienza e la Tecnologia, per quei nostri antichi antenati, praticamente non avevano misteri ed essi le padroneggiavano con una maestria ed una disinvoltura a noi assolutamente ignote.

Ma, tuttavia, venne un giorno in cui alcuni di essi si spinsero troppo in la ed iniziarono a giocare con le radici stesse della vita. All'inizio migliorarono la loro stirpe, eliminando le malattie genetiche, potenziando le loro capacita fisiche e mentali e prolungando salute, gioventù e durata della loro esistenza biologica oltre l'immaginabile e tutto ciò divenne il loro normale e comune retaggio.

In seguito, pero, iniziarono a realizzare macchine pensanti in grado di servirli. Erano automi, veri e propri cyborg, macchine umanoidi in parte biologiche ed in parte cibernetiche. Erano potenti, intelligenti, efficienti e, soprattutto, sacrificabili: Potevano svolgere qualsiasi compito senza pericolo per i loro creatori, dai più duri ai più pericolosi ed erano quindi l'avanguardia ideale per l’esplorazione e la conquista di nuovi mondi.

Ma, un giorno, questi automi acquisirono abbastanza coscienza di se da ribellarsi ai loro costruttori: come i replicanti di Blade Runner (1982), questi Nexus 6 ante litteram non erano più disposti a sacrificare le loro esistenze nel modo per cui erano state progettate e decisero di impossessarsi una volta per tutte dei loro destini.

L'effetto di questo evento fu devastante ed in breve assunse proporzioni letteralmente galattiche.

Essi si rivoltarono contro gli Ariani come i Demoni si rivoltarono contro gli Angeli e come i Cyloni si rivoltarono contro gli Umani delle Dodici Colonie di Cobol in Battlestar Galactica (1978, 2004).

La Via Lattea fu messa a ferro e a fuoco. Fu un massacro e per poco la Svastica non si sgretolo. Al culmine del conflitto, un terzo (Apocalisse 12:3-4) di tutte le colonie ariane cadde nelle mani dei loro nemici. Il conflitto fu esteso ed apocalittico e nemmeno il Sistema Solare ne sarebbe stato risparmiato.

Qui l’antica stirpe dei colonizzatori aveva stabilito ormai da tempo diversi avamposti, sia sulla Terra sia in altri luoghi, forse allora ancora abitabili, come lo stesso pianeta Marte.

Si erano spinti al punto di modificare il patrimonio genetico di alcuni primati terrestri inserendovi parte del loro. Fu così che nacquero i Terrestri: non certo attraverso una lunga evoluzione naturale dominata dal caso, ma piuttosto attraverso modifiche mirate progettate e realizzate artificialmente in laboratorio. Ecco perche la paleo-antropologia non ha mai trovato reperti convincenti dei cosiddetti anelli mancanti: semplicemente perche non sono mai esistiti.

Sulla Terra, ad ogni modo, le colonie urbane e le miniere di materie prime necessitavano di mano d'opera a basso costo e tutti quei primati modificati, mansueti e devoti ai loro creatori, pronti a soddisfare ogni loro richiesta, facevano sicuramente al caso loro.

Quella situazione, tuttavia, non duro a lungo: con l’arrivo della guerra, i Cyborg ci misero lo zampino e gradualmente, ma inesorabilmente, quei popoli di schiavi cominciarono anch’essi a prendere coscienza di se e del loro stato e cominciarono a ribellarsi ai loro dei, i "Signori del Cielo" che in seguito i Sumeri avrebbero chiamato Anunnaki e gli Ebrei Elohim.

Fu questo il vero significato del "peccato originale": i Terrestri furono svegliati dai Cyborg come Eva fu svegliata dal Serpente e capirono che i loro dei non erano affatto dei, esattamente come in Stargate il popolo di Abydos, spinto alla verità dai viaggiatori americani, comprese che i Goa’uld non erano altro che impostori e per questo decisero di combatterli, sottraendosi al loro potere.

In breve il "pianeta delle scimmie" geneticamente modificate si sarebbe dimostrato una dimora alquanto scomoda e pericolosa per i colonizzatori ariani, che gradualmente iniziarono ad isolarsi sempre più dalle loro creature, accrescendo le distanze. Ma la cacciata dal Paradiso Terrestre e quindi la separazione dei Terrestri dai loro creatori ariani divenne alla fine una fuga generalizzata dei sopravvissuti da terre ormai rese inospitali dai bombardamenti nucleari, perche i Cyborg attaccarono e gran parte delle colonie urbane degli Ariani sulla Terra fu devastata.

In seguito, Ariani e Cyborg galattici vennero ad un fragile armistizio, che da allora isolo la Terra quasi completamente, lasciandola in una zona neutra di confine fra le due superpotenze galattiche, una regione di nessuno a garanzia del cessate-il-fuoco e soggetta ad ispezioni periodiche delle due parti, quelle stesse ispezioni che noi oggi chiamiamo "flap".

I superstiti, del tutto abbandonati a se stessi, ormai privi sia dei loro mezzi tecnologici sia di aiuti dall'esterno, dovettero ricominciare tutto daccapo, cercando innanzitutto terre vergini e non contaminate da coltivare per sfamarsi e sopravvivere. In parte, probabilmente, quei “figli di Dio” finirono per mescolarsi con le “figlie degli uomini” (Genesi 6:2) e da quella unione nacquero nuove genti. L’antico retaggio sarebbe cosi finito gradualmente nell’oblio e la Storia più remota si sarebbe lentamente, ma inesorabilmente, trasformata in miti, leggende e basi per nuove religioni.

La loro lenta diaspora per le terre dell’Eurasia segnò probabilmente ciò che in seguito, circa 30.000 anni più tardi, sarebbe stato interpretato come la diffusione della razza dell’Uomo di Cromagnon, il nostro più antico e diretto progenitore europeo.

All’incirca dodicimila anni fa i loro discendenti raggiunsero un livello tecnologico superiore a quello odierno, ma il nuovo ciclo volse al termine e tutto andò nuo-vamente perduto quando, il 5 giugno 8498 a.C. , un asteroide colpi l'Atlantico occidentale.

In quel momento le due superpotenze di allora, Atlandide ad Ovest ed Asgardia ad Est, erano impegnate in un conflitto mondiale, nel corso del quale si stava svolgendo il più grande sbarco militare della Storia, quando gli Atlantidei cercarono di occupare l’Europa, come racconta Platone (427-347 a.C.) nei suoi celebri dialoghi Timeo e Crizia.

L’impatto fu devastante: lo tsunami che ne derivo fu degno dei migliori effetti speciali di Deep Impact (1998) e depositò spessi strati di fango marino dall’Europa centrale alla Cina sotto forma di loess; i gas tossici che raggiunsero la Siberia sterminarono all’istante i grandi branchi di mammuth e di rinoceronti lanosi; l’asse terrestre si spostò e quelle regioni divennero cosi fra le più rigide ed inabitabili del Pianeta; le grandi piogge diluviali, infine, restituirono alla terra le acque oceaniche e le polveri sparate in aria dalla collisione, cambiando per sempre il volto del mondo di allora.

Ma il peggio fu che Atlantide affondo “nel giro di un solo giorno e di una notte spaventosa” e la tiepida Corrente del Golfo fu cosi libera di lambire la spessa banchisa artica che ricopriva gran parte dell’Atlantico settentrionale e che univa il Nord Europa al Nord America, segnando cosi la fine della Glaciazione Wurmiana e del Quaternario.

L’Umanità terrestre, nel suo complesso, dovette cosi ricominciare, ancora una volta, tutto quanto da zero.

Il resto e Storia, con qualche fugace ripresa delle scaramucce di confine fra Ariani e Cyborg e i loro strascichi su questo martoriato Pianeta, che occasionalmente coinvolsero gli stessi Terrestri, ariani e non, portando cosi alla distruzione di Sodoma, Gomorra, Gerico, Harappa e Mohenjo-Daro e alla progressiva affermazione di Ebrei ed Indoeuropei nello scenario mondiale.

Per correttezza di cronaca, devo dire che quando sviluppai questa ipotesi non immaginai affatto che la Svastica fosse giunta al suo tramonto a causa di cyborg; al contrario, ipotizzai che fosse degenerata lentamente in una sorta di Impero autoritario, contro il quale un certo numero di colonie si sarebbe ribellato.

Non pensai insomma a Guerre Stellari, bensì alle Tredici Colonie di George Washington, che lottarono in armi per l’indipendenza dall’Impero Britannico fino a conquistarla.

Immaginai dunque che si fosse trattato di uno scontro fra indipendentisti e lealisti e che tale scontro si sarebbe conservato nei millenni sotto le mentite spoglie di una rivolta di Angeli ribelli, o Demoni, contro altri Angeli rimasti fedeli al loro Dio.

Ma, come vedremo fra poco, la scelta di correggere l’identità dei ribelli da umani a cyborg e un’evoluzione tutt’altro che casuale, perché a quanto pare CTR o Weiros che dir si voglia nacquero, in origine, proprio come androidi creati dai W56 o Akrij.

Tracce linguistiche nel nostro passato Il Sanscrito é la più nobile ed antica delle lingue letterarie indoeuropee: fissata nella sua forma attuale nel IV Secolo a.C. e derivata originariamente dai dialetti parlati da quelle tribù ariane che, calate dall’Asia centrale nel II Millennio a.C., fondarono l’India classica dopo averne invaso il Nord, dal punto di vista della comprensione del nostro più antico retaggio e una miniera assolutamente preziosa.

Molteplici sono infatti i termini sanscriti cui potrebbe riallacciarsi il nome “Akrij” con cui gli Amici W56 chiamerebbero se stessi.

Ara” e il raggio di una ruota del carro e in origine potrebbe aver designato il braccio a spirale galattico in cui si trovava il sistema planetario di Arianda.

Araja” significa senza polvere, quindi richiama l’idea di un luogo pulito, puro, ideale.

Araya” vuol dire terra straniera o lontana, regione selvaggia, deserto o foresta; potrebbe essere il vero ed antico nome di Arianda.

Ari” significa, fra l’altro, pianeta ostile; unito al termine precedente ed in particolare al significato di deserto, potrebbe indicare un cataclisma che ad un certo punto l’abbia reso inabitabile oppure un evento bellico che porto le colonie al distacco dalla madre patria; indica pure il numero sei, il che potrebbe suggerire che Arianda fosse il sesto pianeta in ordine di distanza dalla sua stella.

Aru” e il Sole ed e interessante come l’altro termine “arua” , chiaramente legato al primo, indichi il colore rosso: forse la stella di Arianda e una nana rossa, il tipo stellare piu comune nell’Universo, il che sarebbe in accordo con la ridotta emissione ultravioletta che da sola giustificherebbe la carnagione tipicamente chiara della nostra gente, inadatta al Sole terrestre senza un’adeguata protezione, e la nostra maggiore sensibilità retinica alla luce rossa; ma potrebbe indicare anche una gigante rossa, quindi una stella ormai morente, il che avrebbe costretto i nostri antichi padri ad un vero e proprio esodo forzato, abbandonando per sempre il loro mondo pur di sopravvivere ad una catastrofe del tutto inevitabile.

Areu” ribadisce il significato del secondo termine osservato e vuol dire non polveroso (detto degli dei, dei loro cocchi e delle loro strade), non terrestre, celeste.

Arjuna” significa bianco, chiaro, da cui risulta evidente l’equivalenza etimologica fra bianco (in senso somatico e razziale) ed ariano.

kara” somiglia molto al nome nazionale “Akrij” dei W56 e vuol dire spargitore, colui che distribuisce abbondantemente, moltitudine e ricca fonte di qualcosa; se fosse davvero la radice originaria del termine con cui gli Amici indicano se stessi, suggerirebbe in senso lato il doppio significato di “colonizzatori” (che cioè si disperdono) e di “dei portatori di civiltà”, concetto quest’ultimo diffuso praticamente in tutte le culture indigene del nostro attuale pianeta; ciò e ulteriormente rafforzato dal verbo sanscrito “ākr̄”, che significa spargere, dare abbondantemente.

kokera” e un termine che somiglia anch’esso al nome nazionale “Akrij” dei W56 ed indica la costellazione del Capricorno, il che potrebbe fornire un indizio sulla reale localizzazione di Arianda; curiosamente, il pianeta più importante delle “Dodici Colonie di Cobol” nella saga fantascientifica “Battlestar Galactica” si chiama proprio “Caprica”... viene naturale chiedersi se si tratti solo di una coincidenza.

rya” era il nome nazionale delle genti ariane che occuparono il Nord dell’India e, come abbiamo già visto, significa nobile; con la grafia “arya”, senza quindi il segno diacritico sulla prima “a”, significa invece signore, padrone (da cui probabilmente il concetto, ovviamente travisato, di “razza padrona”).

Sempre nel Sanscrito troviamo pure qualche termine che potrebbe fornire il significato della parola “Weiros” con cui gli Amici designerebbero i loro avversari.

Vira” significa uomo, ma “Vaira”, guarda caso, significa ostile, nemico e “Virasa” significa invece senza succo, senza esperienza: quest’ultimo termine presenta un significato davvero notevole nel nostro contesto, perché quel “senza succo” sembrerebbe suggerire un senso molto più profondo e, direi, perfettamente az-zeccato: vale a dire “senza anima”.

Ma se i W56 o Akrij che dir si voglia appartengono allo stesso popolo degli antichi Ariani venuti dal cosmo e dei quali noi stessi Europei saremmo i diretti discendenti sulla Terra, chi diavolo sarebbero questi CTR o Weiros?

 

Akrij e Weiros a confronto e la connessione coi Grigi

Bruno dice che “i nemici dei W56 sono assai potenti, tecnologicamente avanzati, ma la loro civiltà e priva di anima. E un popolo privo di futuro, perché pensa solo alla scienza, sono materialisti, ateisti”, proprio il contrario degli Amici, che invece vengono descritti come profondamente religiosi: “Per loro, la religione e alla base di tutto, vedono Dio nel più piccolo degli insetti, sostengono che l’universo e stato creato, e che Dio vi si trova in ogni parte.” Ed ancora: “Allevano animali, ma non ne mangiano le carni.”Ed infine: “non mangiavano carne perché amavano gli animali, qualunque tipo di animali, e quindi non potevano tollerare di pensare di mangiare carne animale, allo stesso modo che noi non possiamo pensare di mangiare carne umana”. Devo dire che, essendo un animalista ed un vegetariano convinto, non posso provare altro che una fortissima simpatia per questo genere di alieni.

Al contrario, “I CTR sono sostanzialmente all’opposto: essi adorano la scienza, e solo essa, e quindi sono molto lucidi e freddi; se ritengono di ottenere un vantaggio distruggendo qualcuno, lo fanno senza la minima esitazione.”

Ma esistono ulteriori brani particolarmente illuminanti.

Stefano racconta che nel maggio 1967 ebbe modo di intrattenersi in un colloquio con un W56, che ovviamente registro, presso il Bar Zanarini di Bologna.

In tale occasione, l’Amico avrebbe dichiarato quanto segue: “noi siamo qui fondamentalmente per studiare, ed incidentalmente per difendervi da possibili aggressioni da parte dei CTR”; parlarono fra l’altro dell’esistenza di una sorta di loro “polizia cosmica” impiegata contro le attività degli stessi CTR, il che ricorda piuttosto curiosamente il ruolo dei protagonisti dello spassosissimo film Men In Black (1997).

Nel brano appena letto risulta lampante la preoccupazione del W56 di minimizzare i termini del conflitto coi CTR, cosa peraltro che avevamo già notato mettendo a confronto le posizioni di Breccia e Pinotti da un lato e di Sammaciccia dall’altro: e comunque lo stesso W56 a sottolineare il rischio di “possibili aggressioni”.

L’extraterrestre aggiunse inoltre che i CTR "sono automi, nel senso pieno del termine, anche se hanno iniziato ormai da secoli un'attività di riproduzione biologica" ed aggiunse che erano originari del Centauro, escludendo comunque che si trattasse di Alpha e Proxima Centauri [n18] ed anzi precisando che proverrebbero da una stella "abbastanza lontana", anche se comunque di quella regione .

Come vedremo, questi ed altri elementi di cui parleremo fra poco sembrano suggerire un’illuminante correlazione fra CTR e Grigi.

I J-Rod (come li chiama Dan Burisch) alias Grigi, infatti, potrebbero essere stati creati, a loro volta, proprio dai Weiros alias CTR: sarebbero entrambi artificiali, cosa peraltro suggerita ancora una volta dallo stesso W56 quando aggiunse: “I CTR (e, per la cronaca, non solo loro) sono invece, e restano, creature artificiali”; indubbiamente, quel “non solo loro” e particolarmente significativo; ed ancora, tanto per rafforzare il concetto: “I CTR, o Weiros come vengono anche chiamati, sono quindi una razza artificiale.”

Senza dimenticare, naturalmente, l’interessante annotazione sulla regione galattica da cui questi esseri avrebbero avuto origine, o che più probabilmente avrebbero trasformato in seguito nel loro quartier generale: inizialmente la sede dei Grigi fu attribuita al Sistema di Zeta Reticuli; fu infatti questa l’interpretazione, ad opera della ricercatrice americana Marjorie Fish, di una mappa stellare vista dai Betty Hill a bordo dell’UFO in cui fu condotta nel 1961 assieme al marito Barney; tale interpretazione fu poi confermata ed amplificata dalle dichiarazioni dei rivelatori Richard Doty alias Falcon e Robert Collins alias Condor, tutti membri della cosiddetta “Voliera” [n19]; io stesso, conseguentemente, in passato [n20] li ho sempre definiti Reticuliani [n21]; in seguito, pero, l’Affare Serpo [n22] introdusse un nuovo elemento, particolarmente interessante: Zeta Reticuli sarebbe la sede degli Eben, una razza vagamente simile ai Grigi ma del tutto estranea ad essi, totalmente pacifica e per noi innocua; di aspetto bianco rosato, fra il 1965 ed il 1978 (un anno ricorrente, come si vede) avrebbero ospitato una missione esplorativa statunitense introdotta al grande pubblico dallo stesso finale del celebre film di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (1977), che a questo punto sarebbe lecito chiedersi se considerare di genere fantascientifico o, piuttosto, addirittura, di genere storico. I Grigi veri e propri, al contrario, vale a dire quelli dediti ai rapimenti, sarebbero originari di Alpha Centauri.

Potrebbe trattarsi di un caso, oppure del classico modo di operare della disinformazione, che qui avrebbe volutamente indicato la stella sbagliata (Alpha) accanto alla costellazione corretta (il Centauro), tanto per creare, al solito, un po’ di confusione.

Comunque sia, le affermazioni del W56 riportate da Breccia sono particolarmente inquietanti e decisamente notevoli per diverse ragioni.

Innanzitutto tenendo conto della cosiddetta teoria delle “produzioni cinematografiche orientate”, in base alla quale certe produzioni proprie della “quinta arte” avrebbero lo scopo di veicolare nel pubblico verità scottanti in una forma blanda, allo scopo di abituarne la mentalità, valutarne le reazioni e preparare un’eventuale divulgazione ufficiale dei fatti: un argomento particolarmente forte in campo ufologico.

Nel recente rifacimento canadese (2004) di Battlestar Galactica (l’originale e del solito 1978) i Cyloni sono, almeno inizialmente, dei veri e propri “tostapane”, vale a dire delle macchine deambulanti fatte di metallo, circuiti elettronici ed attuatori idraulici: i classici robot della fantascienza; ma, poco più di quarant’anni dopo la prima guerra, quando si ripresentano con un devastante attacco nucleare a sorpresa e su vasta scala sterminando la razza umana delle Dodici Colonie di Cobol, hanno gia prodotto una casta dominante praticamente indistinguibile dagli esseri umani veri e propri, capace addirittura di infiltrarsi fra i coloniali, avere con essi rapporti sessuali e concepire una progenie; per questo gli umani arrivano a chiamarli, in senso dispregiativo, “lavori in pelle”.

Tutto ciò richiama alla mente altri elementi: innanzitutto l’evidente interesse per la riproduzione umana, cosa che li rende sinistramente simili ai Grigi e alle loro attività nel corso dei rapimenti; poi il fatto che, in molti casi di sequestro alieno, come da Travis Walton (1975) a Debra Tomey alias Kathie Davis [n23] e solo per fare qualche esempio, gli stessi Grigi sembrano avere il ruolo di serventi dei Nordici, a loro volta cosi chiamati proprio per sottolineare il loro aspetto, ben diverso dai primi e chiaramente umano e scandinavo, cioè ariano; quindi le valutazioni di Philip J. Corso ed altri, che paiono concordare sempre di più sul fatto che i Grigi potrebbero essere dei “cloni” e che i loro “modelli di base” sarebbero comunque artificiali.

Lo stesso Breccia da una parte polemizza e dall’altra, fra parentesi, concorda, introducendo cosi un primo chiarissimo elemento di legame fra CTR e Grigi: “in questi tempi parrebbe che l’UFOlogia sia centrata sui “grigi” (che a parer mio, ammesso che esistano, sono banalmente degli automi biologici), e si é perso di vista il concetto di alieni del tutto umani, in quanto ad aspetto.” [p50]

Un concetto importante, ribadito senza mezzi termini a Breccia dall’Amico extraterrestre nel loro colloquio bolognese, quando, quasi a voler eliminare qualsiasi dubbio sulla natura delle razze che popolano il Cosmo, dichiarò: “quella umana in senso stretto e di gran lunga la più diffusa; molte razze sono leggere variazioni rispetto a quelle umana classica” [p354].

In un'altra parte del libro, dove é Bruno a raccontare, un W56, forse un certo Dimpietro (un nome convenzionale), avrebbe ulteriormente affermato che “Ci sono anche altri popoli oltre a noi, a vari livelli di civiltà, ma l’uomo e universale: si possono trovare piccole varianti, da una razza all’altra.” [p261]

Un altro W56, un certo Ljufur, rincara la dose affermando che “Dato che l’uomo e universale, a parte qualche dettaglio secondario, tutti respirano ossigeno, perché tutti i pianeti abitati hanno dell’ossigeno nell’atmosfera, magari in differenti percentuali”.

Una scoperta, quest’ultima, decisamente recente e, soprattutto, considerando certi tempi tecnici, successiva alla pubblicazione di “Contattismi di Massa” , con forti implicazioni nell’Esobiologia: risalgono infatti al 20 dicembre 2006 e al 4 gennaio 2007 le uscite sulla prestigiosa rivista Nature, rispettivamente nella versione online [n24] ed in quella cartacea [n25], relative al lavoro della ricercatrice italiana Claudia Acquisti, ai tempi al Max Planck Institute di Colonia e attualmente al Center for Evolutionary Functional Genomics presso il The Biodesign Institute dell'Universita dell'Arizona a Tempe, la quale, in collaborazione con Jurgen Kleffe dellInstitute of Molecular Biology and Biochemistry di Berlino e Sinead Collins dello stesso Max Planck Institute di Colonia, ha messo in luce il ruolo fondamentale di un ambiente ricco di ossigeno per lo sviluppo di forme di vita eucariotiche e pluricellulari, il che significa, in pratica, che, allo stato delle attuali conoscenze, sarebbe possibile incontrare forme di vita animale e quindi eventualmente progredite solo in un ambiente magari alieno, ma pur sempre di tipo terrestre, in particolare dotato dello stesso tipo di atmosfera ben ossigenata in cui noi respiriamo.

Lo stesso studio, per la cronaca, viene citato anche sul numero 463 di marzo 2007 di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, a pagina 28, in un breve articolo intitolato “Grazie all’ossigeno”.

Comunque sia, Breccia sottolinea che i Grigi sarebbero solo una sorta di corollario al problema extraterrestre, certamente rilevante ma sicuramente non centrale; va anzi messo in risalto che ultimamente, forse proprio a supporto di quanto sostenuto da Breccia, e in atto una vera e propria offensiva sulla questione dei Grigi, portata avanti principalmente, ma non solo, dal Centro Ufologico Nazionale.

Il che, si badi bene, non e affatto una critica negativa, ma semplicemente una constatazione, peraltro ampiamente condivisibile visto il materiale a disposizione.

Direi addirittura che l’attuale strategia del CUN sia quella di un vero e proprio attacco frontale a ciò che ormai definirei il “Teorema dei Grigi” e a tutti coloro che, principalmente dagli Anni ’90, lo hanno sostenuto in modo pressoché totalizzante, ufologia americana in primis.

Si vedano, ad esempio, gli articoli di Carlo Bolla (gia citato da Breccia nella sua Premessa a “Gli Inizi” [p32] fra coloro i quali lo aiutarono nella stesura del testo) “Qualche Osservazione sui <<Grigi di Zeta Reticuli>>“ [n26] e quello di Vladimiro Bibolotti sull’inchiesta di Massimo Stacciali “Anni ’70: Discesa di Ufonauti nello Spezzino Uno sbarco di alieni <<infiltrati>> fra noi?” [n27] apparsi recentemente su UFO Notiziario e, in

aggiunta a ciò, quanto ripetuto a più riprese nel corso del Simposio di San Marino.

Il primo, basandosi proprio sulle descrizioni originali fatte dai Coniugi Hill, pone in luce come l’identificazione dei loro rapitori con il classico “grigio”, emerso poco meno di un trentennio dopo dagli studi di Budd Hopkins, sia del tutto arbitraria e per nulla corroborata dalle testimonianze dei due statunitensi, che anzi avrebbero descritto, in realtà, degli esseri umani veri e propri, per quanto di bassa statura e complessivamente di aspetto “anomalo”.

Il che, ovviamente, considerato il loro “modus operandi” comunque del tutto “standard” rispetto a quello dei Grigi, non esclude affatto che essi fossero un altro degli ipoteticamente svariati “modelli” a disposizione dei Weiros come loro “serventi”.

CONTINUA

 

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